Guido Bartolozzi

Nato a Milano nel 1964 da una famiglia di ricca cultura artistica, si trasferisce giovanissimo a Parigi. Qui, all’ombra del Beaubourg, cresce nel più effervescente ambiente culturale europeo degli anni ’70, sviluppando una solida base artistica contemporanea che integra quella classica, sia figurativa che musicale, assimilata in casa. Con un simile formazione, malgrado i suoi studi scientifici nel campo della neonata informatica, era abbastanza inevitabile che intraprendesse una carriera creativa ed è in questo ambito che, alla fine degli anni ’80, diventa Art Director della TWPA di Roma dove firma numerose campagne pubblicitarie, distinguendosi per il precocissimo uso della computer grafica e diventando un pioniere della comunicazione digitale sia in Italia che in Svizzera. Negli anni ’90 si dedica sempre più all’editoria e, mentre dirige varie testate, per ovviare ai tipici problemi organizzativi della stampa riscopre il piacere dell’arte analogica, realizzando innumerevoli illustrazione per libri e riviste. Quasi a tempo perso, partecipa a concorsi di design, altra sua antica passione, ottenendo premi prestigiosi. Dove la sua arte professionale è sempre stata “marketing oriented”, mirata all’approvazione del pubblico e destinata alla vendita, quella privata è, per reazione, estremamente autogratificante e concettuale. Allo spettatore possono anche piacere, per affinità elettiva, le sue opere ma si tratta di un effetto secondario, benché apprezzato. Prossimo alla teoria degli “oggetti in meno” di Michelangelo Pistoletto, le sue opere sono eclettiche, spesso inattese, mai ripetitive od anche solo riconducibili ad un unico stile. Ogni suo quadro o scultura è portatrice di un messaggio autoconclusivo che, una volta enunciato, non ha bisogno né voglia di essere reiterato. Associato molto presto al gruppo ADARTE Trentino, per cui nel 2024 ha organizzato la grande mostra collettiva natalizia “Sguardo al FUTURO” lungo le vie del moderno quartiere Le Albere di Renzo Piano, ha più volte esposto, anche individualmente, a Trento, Cefalù e Venezia.